Da Attesa di Dio, la raccolta di scritti di Simone Weil (di cui ricorre il centenario della nascita), pubblicata nel 2008 da Adelphi.
Dalla lettera a padre Perrin, l’interlocutore spirituale della Weil rifugiata a Marsiglia, chiamata Forme dell’amore implicito di Dio:
“L’arte è un tentativo di trasferire in una quantità finita di materia plasmata dall’uomo un’immagine della bellezza infinita dell’universo intero. Se il tentativo riesce, quella porzione di materia non nasconde l’universo, ma al contrario ne disvela la realtà tutt’intorno”.
L’arte come forma di conoscenza, subordinata alla fede, una fede radicata nell’artista, e in qualsiasi uomo, che non deve essere necessariamente resa pubblica.
“Le opere d’arte che non siano riflessi precisi e puri della bellezza del mondo, squarci direttamente praticati su di essa, non possono dirsi di prim’ordine; i loro autori saranno magari dotati di grande talento, ma non possiedono un vero genio. È il caso di molte opere d’arte fra le più famose e lodate. Ogni vero artista ha avuto un contatto reale, diretto, immediato con la bellezza del mondo, quel contatto che è come un sacramento. Dio ha ispirato tutte le opere d’arte di prim’ordine, anche se di soggetto quanto mai profano; non ha ispirato nessuna delle altre. Per converso, lo splendore della bellezza che ricopre alcune delle altre potrebbe essere benissimo uno splendore diabolico”.
L’arte ispirata da Dio e da un sacramento segreto che lega l’artista al suo ispiratore.
Dopo l’arte, la scienza:
“L’oggetto della scienza è lo studio e la ricostruzione teorica dell’ordine del mondo. L’ordine del mondo in rapporto alla struttura mentale, psichica e corporea dell’uomo. Contrariamente alle ingenue illusioni di alcuni scienziati, né l’uso di telescopi o di microscopi, né l’applicazione delle formule algebriche più astruse, né il disdegno del principio di non contraddizione permettono di uscire dai limiti di questa struttura. E d’altro canto non è neppure auspicabile che ciò avvenga. L’oggetto della scienza è la presenza nell’universo, della saggezza di cui siamo fratelli, è la presenza del Cristo attraverso la materia che costituisce il mondo”.
La scienza deve spiegare la presenza di Dio nell’universo e i suoi effetti. Ma è legata all’ispirazione divina come l’arte.
L’assenza di finalità, secondo la filosofa, è l’essenza della bellezza del mondo.